lunedì 23 giugno 2014

Odissea Operaia. Dagli scioperi alla deportazione

Sestri Ponente, Genova, marzo 1943: nonostante fosse proibito lo sciopero, come sancito dalle “leggi fascistissime” dell’aprile 1926, a Sestri Ponente e a Cornigliano iniziano gli scioperi nelle fabbriche, che continuano, anche se non troppo incisivamente, perché a macchia di leopardo, fino al giugno 1944. Nonostante le pressioni e le minacce del prefetto Basile, dal 1° al 14 giugno 1944, sono in sciopero gli operai delle fabbriche SIAC, San Giorgio, Piaggio, Ansaldo.  Alle ore 14 del 16 giugno 1944, le minacce del prefetto Basile si tramutano in rappresaglia; vengono deportati, su due convogli ferroviari, a Mauthausen 1488 lavoratori delle quattro fabbriche genovesi, circondate dai nazifascisti. Questi uomini, privati della propria Libertà e Dignità, non possono comunicare alle famiglie il luogo della loro destinazione. Giunti a Ronco Scrivia, il parroco del luogo fa fermare, con un escamotage, i convogli e, con l’aiuto di alcune donne, anche giovanissime, porta filoncini di pane ai deportati. Il pane non solo servì a placare i morsi della fame, ma permise ad alcuni dei deportati di liberarsi durante il viaggio, perché nei filoncini di pane vi erano stati nascosti ferri, cacciaviti, attrezzi vari. Alcuni di loro, nel tentativo di fuga, furono uccisi dalle sentinelle armate che presidiavano i treni o morirono nella caduta.
Dovrebbe farci riflettere il fatto che, allora come oggi, gli operai della Piaggio scioperano. Allora lo sciopero era l’unica arma che i lavoratori avevano per opporsi al regime fascista, oggi lo sciopero è l’unica arma per difendere il proprio posto di lavoro e la propria Dignità di Essere Umano.
Camminando in via Sestri, ho notato su quasi tutte le vetrine degli esercizi commerciali volantini di solidarietà a favore degli operai della Piaggio, che, in questi giorni, stanno scioperando.
Senza lavoro, la Persona si annienta. Il lavoro non è essenziale solo per il sostentamento, ma è necessario per avere un’identità e un senso si appartenenza sociale. Senza lavoro l’essere umano è inerme, è manipolato e manipolabile.

Il Lavoro è un Diritto e deve essere difeso! Sempre! 

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